Restomod di un Magnum 40. Così è rinato questo motoscafo da “fast and furious”

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Magnum 40 "Be Brave"
Magnum 40 “Be Brave”

Il concetto di restomod è un termine ormai consolidato nel settore automobilistico d’epoca. Ora è la volta del mondo della nautica da diporto. Questa pratica si distingue dal restauro classico per la volontà deliberata di non limitarsi alla conservazione dell’originalità, ma di evolvere l’imbarcazione attraverso l’integrazione di tecnologie contemporanee e materiali d’avanguardia. L’obiettivo non è la semplice manutenzione, bensì una reinterpretazione profonda che esalti lo spirito originale della barca migliorandone drasticamente prestazioni, efficienza e abitabilità.

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Restomod di un Magnum 40

Un esempio emblematico di questo approccio è rappresentato dal recente intervento su un Magnum 40 “Be Brave” del 1990, icona del design sportivo che è stata oggetto di una ricostruzione integrale mirata a ridefinire gli standard del segmento. L’intervento, orchestrato da Naval Motor Botti e da Yacht Stabilizers di Viareggio, ha visto lo smontaggio totale dei piani di coperta e lo sbarco di ogni apparato tecnico. Hanno richiesto grande attenzione anhe gli impianti idraulici ed elettrici, le trasmissioni e i serbatoi. La fase strutturale più rilevante ha riguardato la ricostruzione dei nuovi piani della sala macchine e del pozzetto in fibra di carbonio.

Questa scelta tecnica ha permesso di ridurre il peso generale dell’imbarcazione di circa il 40%, migliorando sensibilmente il baricentro e la risposta dinamica in mare. I nuovi piani del Magnum 40, per offrire una maggiore praticità d’intervento, hanno ampliati e assistiti da pistoni a gas ad alta resistenza. Parallelamente al risparmio di peso, si è intervenuti sulla rigidità strutturale dello scafo.

Dopo la rimozione dei vecchi strati di vernice e la bonifica del fasciame, sono stati realizzati nuovi madieri longitudinali con anima in termanto ad alta resistenza. La zona di alloggio dei motori ora integra piastre forate a controllo numerico per garantire un supporto millimetrico ai silent block. La struttura è stata successivamente consolidata allo scafo mediante l’applicazione di dieci strati di tessuto bidirezionale impregnati con resina vinilestere, garantendo una base solida per le nuove motorizzazioni. Il ciclo di finitura della sala macchine è stato equiparato a quello delle fiancate esterne, con un processo di stuccatura e verniciatura che ha reso le superfici interne perfettamente lucide e allineate.

Cosa c’è di nuovo a bordo

L’innovazione tecnologica ha coinvolto in modo significativo anche la plancia di comando e la gestione dei sistemi di bordo. La configurazione originale del 1990, basata su strumentazione analogica, ha visto alcuni aggiornamenti.  In primis per accogliere moderni monitor touch e sistemi di domotica integrata. La nuova struttura, realizzata in vetroresina e fibra di carbonio, mantiene il caratteristico stile Magnum, ma si adegua alle esigenze della navigazione contemporanea. Un simile lavoro di personalizzazione è stato applicato alla porta scorrevole d’ingresso e al parabrezza; quest’ultimo è stato modificato con un’apertura centrale servoassistita per facilitare il passaggio verso la prua, eliminando i limiti dei camminamenti laterali tradizionali.

L’efficienza dei sistemi di bordo è stata potenziata attraverso una completa riprogettazione delle prese d’aria della sala macchine; i nuovi canali di conduzione con griglie filtranti eliminano l’umidità e il salino prima dell’ingresso nei locali tecnici, preservando l’integrità degli apparati, mentre due estrattori blower garantiscono il corretto scambio termico. In un’ottica di comfort moderno, è stato installato uno stabilizzatore Seakeeper 3 in un basamento su misura, supportato da un pacco batterie dedicato e integrato direttamente nella strumentazione di plancia. La gestione dell’imbarcazione è affidata a un ecosistema di domotica avanzata Raymarine Yacht Sense, che permette il controllo di ogni utenza sia dai tre monitor Axiom presenti in plancia, sia da remoto tramite smartphone. 

I nuovi motori di ultima generazione: 700 kg in meno e 290 cavalli in più

Non poteva non essere coinvolto anche il sistema propulsivo. Gli originali Caterpillar da 425 cavalli hanno lasciato il posto a due unità FPT 570 EVO. Questo aggiornamento ha garantito un incremento di potenza complessivo di 290 cavalli. Al contempo il un risparmio di peso di circa 700 chilogrammi, ha ottimizzato drasticamente il rapporto peso-potenza dell’imbarcazione. La trasmissione di superficie Arneson ADM 10 è, ovviamente, ancora presente, ma sottoposta a un processo di revisione integrale che ha previsto lo sbarco. La sostituzione di ogni componente soggetta a usura, mentre la spinta è affidata a eliche progettate specificamente dalla Boat Propulsion di Gino Bazzichi. Un dettaglio tecnico di derivazione agonistica riguarda il sistema di ventilazione delle eliche, soluzione che riduce lo sforzo dei motori in fase di accelerazione permettendo una planata estremamente rapida.

Le novità estetiche

Sul fronte estetico e funzionale, il Magnum 40 ha portato ad adottare soluzioni di design minimalista. Parliamo del sistema di ancoraggio a scomparsa totalmente custom e il passo d’uomo Lewmar incassato a filo coperta. Per l’alloggiamento dell’ancora è stato necessario modificare la compartimentazione interna del gavone di prua, rinforzandolo con laminati in mogano e resina vinilestere. Anche il bottazzo è stato oggetto di una scelta radicale. La rimozione del paracolpi in alluminio a favore di una congiunzione scafo-coperta resinata e profilata con stucco epossidico ha permesso di ottenere linee estremamente pulite e filanti, eliminando al contempo ogni rischio di infiltrazione d’acqua.

Si va dalla sostituzione di alcuni scatolati in alluminio corrosi, alla sabbiatura. Alla sostituzione dei pezzi danneggiati è seguita l’applicazione del ciclo epossidico protettivo. La fase finale di verniciatura ha richiesto un ambiente a temperatura e umidità controllata per l’applicazione di un blu chiaro perlato. Una tonalità che richiede una superficie sottostante priva di qualsiasi imperfezione.

Magnum 40 - Be Brave
Magnum 40 – Be Brave

Per eliminare le tipiche “vibrazioni” della vetroresina e le trame del tessuto visibili in controluce, il ciclo di carrozzatura è avvenuto in tre riprese. Si parte da una carteggiatura, passando alla stesura di un primer epossidico e terminando con la ridefinizione delle linee mediante guide in alluminio. Questo meticoloso processo, ha incluso l’uso di primer epossidici e smalti di alta qualità protetti da trasparente.

I nuovi interni del Magnum 40

Gli interni sono stati oggetto di una ricostruzione strutturale completa, con arredi in smalto bianco e rivestimenti in compensato marino e tessuti tecnici. La scelta di finiture neutre e lamine applicate in dinette e bagno ha uno scopo. Lasciare all’armatore la possibilità di una personalizzazione finale su misura. Nonostante l’approccio minimalista, la dotazione comprende un piano cottura a induzione, frigoriferi in acciaio inox a cassetto. In più un sistema idrico rinnovato con boiler da 60 litri e wc elettrico. Ogni dettaglio, dal parabrezza ridisegnato con apertura centrale servoassistita al tendalino in carbonio. Il motivo? Aiuta a definire un’unità dove il design storico Magnum Marine convive con l’efficienza ingegneristica del ventunesimo secolo.

Federico Lanfranchi

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