Classic Boat: Rio, il cantiere “liuteria” che diventò una potenza industriale

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Rio

Benvenuti  all’interno della rubrica Classic Boat, la “custode” storica e culturale della testata, un luogo dedicato all’approfondimento delle figure, delle barche e degli sviluppi progettuali che hanno segnato l’evoluzione della nautica a motore. In questo articolo vedremo la nascita, il boom e le rivoluzioni firmate da  Rio Yachts, esplorandone scafi, transizioni e innovazioni dal finire degli anni cinquanta fino allo scadere del ventesimo secolo…

Fine anni ‘50, primi anni ‘60. Per la cantieristica nostrana questi sono anni di fervore, anni in cui glamour, artigianato e ambizioni raggiungono livelli inediti ed eccellenti. Contemporaneamente, a Sarnico, sul Lago d’Iseo, sono anche gli anni in cui l’Avionautica Rio va trasformandosi, convertendosi alla produzione navale e dando vita ad alcuni tra i più iconici scafi nostrani, un primo step verso la costruzione del piccolo impero che oggi conosciamo, più semplicemente, come Rio. A dare il La alla transizione, i coniugi Scarani, cervello e timone di una rivoluzione che dagli iconici classici degli albori saprà intraprendere direzioni coraggiosissime, facendosi portavoce dei più disparati generi e influenzando per sempre l’approccio italiano al mondo del diporto.

Classic Boat: Rio

Rio nasce a inizio anni ‘60 da una grande transizione, un passaggio che vede totalmente abbandonata la precedente produzione di alianti in favore di scafi in mogano di altissima qualità, forti non soltanto di qualità ed eleganza impeccabili, ma dei più recenti ritrovati tecnici dell’aeronautica. Una transizione che, a cascata, vedrà prender vita le creature più disparate, passando dai grandi classici in mogano (1960-1975) alle sperimentazioni in ABS (1972-1980), per arrivare alla vetroresina e alla modernità (1980-1990-2000), così come alle grandi e recenti milestones del contemporaneo.

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Rio Classic: gli albori   (1960-1975)

I primi anni sessanta sono gli anni degli albori, gli anni dei grandi lanci e dei modelli iconici. Nel giro di pochissimo nascono infatti sei progetti eccezionali, ognuno con le sue declinazioni e, uno dopo l’altro, tutti destinati alla fama mondiale. Sono il Rio Espera, il Rio Paranà, il Rio Bonito, il Rio Colorado, il Rio Real e il Rolls Rio…

Rio Espera (TA)

Spesso additato come il primogenito, il Rio Espera (6.9 m)  è la piccola chicca dei primi anni, uno scafo di estremo successo, elegante, raffinato e quintessenziale del periodo –come la versione TA ben dimostra, con prendisole incassato sul vano motore (immagine sopra)… A fargli compagnia nei primi anni, i fratelli minori, il piccolo e popolare Paranà (5.6 m), e il più lussuoso Bonito (5.75 m), modello di mezzo tra queste prime ed eccellenti tre barche. Sarà però con l’ambizione delle successive evoluzioni che il cantiere sfonderà una volta per tutte le porte del Pantheon della motonautica…

Rio Bonito

Ammiraglia della flotta sarà infatti il Rio Colorado (poi Super Colorado), uno scafo lungo 8.20 metri e motorizzato da una coppia di Chrysler Sea-V M80 da 177 cavalli, combinazione che andrà a dar vita ad un runabout elegante e raffinato, cui andrà ad affiancarsi il Rio Real (6.7 m), altro eccellente bimotore del cantiere.
Vera e propria perla del marchio, però, sarà il Rolls Rio (6.7 m), la Rolls Royce del mare, la più prestigiosa tra le barche del marchio… Lo scafo, qui, è lo stesso dell’Espera, ma viene rivisitato in ogni singolo dettaglio e impreziosito negli accessori –tra i quali, di serie, faranno coppia un giradischi di bordo ed un televisore in bianco e nero. Il motore, neanche a dirlo, lo firma invece la britannica, fornendo un Rolls Royce LM841 V8 da 240 cavalli al piccolo scafo di 6,75 metri: una magia…

Rolls Rio
Rolls Rio; 1965

Sei barche d’eccezione, ognuna declinata e aggiornata ad ogni iterazione. Poi lo stop.
Nel 1978 la proprietà è conscia di quanto il mondo stia cambiando e, con lui, opterà per cambierà anche Rio, per sempre. Si apre l’era dell’ABS, della vetroresina e della nautica popolare.

Rio Colorado

La barca per tutti (1972-1990)

Con i primi anni ‘70 abbiamo una seconda grande transizione. L’Italia vive il declino del boom e la crisi energetica, e  il cantiere sperimenta il limite invalicabile della nautica artigianale, quello della scala. In questo contesto, la proprietà opta così per una scelta radicale, una rivoluzione industriale interna: viene stretta una partnership strategica con Anic-Eni per l’utilizzo dell’ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene), un tecnopolimero termoformabile e si apre una nuova linea produttiva. Affiancata alla produzione lignea (dismessa nel 1978), Rio inizia così una costruzione assolutamente inedita, di facile realizzazione e, fino agli 8 metri, pressoché inaffondabile grazie al mix tra ABS e poliuretano espanso. In pochissimo, il cantiere passa dalla liuteria alla catena di montaggio, allontanandosi sempre più dal mondo del jet-set in favore del ‘pop’ e di un nautica più accessibile. Nasce lo slogan  “la barca per tutti”.

Rio 310

Lo scafo più emblematico del periodo sarà anche il più piccolo, il Rio 310 (3.10 m), un fenomeno di massa. Realizzato in ABS e principalmente abbinato a piccoli motori fuoribordo (4 cv), il Rio 310 sarà infatti il vero democratizzatore della piccolissima nautica, venendo prodotto in oltre 50.000 unità complessive. Ma la rivoluzione non verrà portata avanti dal piccolo 310 soltanto, ma da un’intera gamma di scafi brillanti e adatti a tutti, quali il Rio 300, il Rio 410 e il Rio 500, disponibili in infinite varianti, tra cui l’emblematica Jet del 410, spinto appunto dai rivoluzionari idrogetto Piaggio-Berkeley KS.

Rio 300
Rio 300

Con la metà del decennio Rio va però oltre le ‘piccole’ e entra nel mondo dei cabinati: nascono il Rio 11.50 e il Rio 13.50, inizialmente realizzati in legno e poi presto convertiti alla produzione in vetroresina.  Prodotti fino dal 1974 al decennio successivo, questi saranno una pietra miliare del cantiere, lanciando a loro volta il marchio verso una nuova direzione, quella della crociera e dell’altura e, soprattutto, della vetroresina.

Rio 13.50

Un decennio di transizione (1980-1990)

Se gli anni ‘70 avevano sancito il successo della nautica di massa, gli anni ’80 segnano per Rio la consacrazione istituzionale e l’espansione territoriale. Il cantiere lavora ora la vetroresina e apre la sezione “barche da lavoro”, dimostrando la capacità di declinare le proprie carene in mezzi altamente specializzati e robusti, dando vita a modelli operativi poi familiari lungo le coste italiane.

il Rio 600 Open

Parallelamente allo sviluppo governativo, il diporto però non frena, e anzi vive una nuova fase di accelerazione. La sola stagione 1987-88 vedrà infatti il catalogo vantare l’incredibile numero di tredici modelli: dal mitico e inossidabile Rio 310 fino all’imponente Rio 14,20, declinati in scafi aperti, cabinati, motoscafi e fisherman. È un decennio di internazionalizzazione feroce: la famiglia Scarani aprirà filiali dirette di vendita e assistenza nei mercati più strategici del Mediterraneo, dalla Costa Azzurra alla Costa Brava, cui farà seguire una seconda e imponente unità produttiva, sempre il Spagna, in Catalogna.

Rio 1000 Fly

 


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La grande Evoluzione (1990-2010)

Esaurita la spinta dei piccoli natanti in ABS, con gli anni ‘90 il mercato matura e richiede scafi più importanti. Scafi che, prontamente, il cantiere si appresta a fornire. Abbandonato definitivamente l’ABS per la vetroresina, il marchio vira ora con decisione verso i segmenti superiori, animando i Saloni Nautici anni ’90 con una raffica di novità.
Debuttano modelli iconici come i cabinati Rio 1300 Cruiser e il Rio 1000 Cabin Fish, affiancati dai best-seller più compatti e agili, scafi quali il Rio 550 Onda e il Rio 680 Cabin.

Rio 1300 Cruiser

Dal 1990 al nuovo millennio la rivoluzione è rapidissima e costante, capace di produrre una flotta assolutamente imponente, strutturata per coprire ogni esigenza del diportista mediterraneo. La Collezione 2000 sarà così composta di ben otto cabinati (dal compatto 550 all’ammiraglia, per il momento, 1300), una gamma “Pesca” di sei imbarcazioni (tra cui domina il Rio 1000 Cabin Fish), cinque motoscafi (dal 450 Tour al 750 Day) e quattro scafi open della fortunata serie “Sol” (dal 450 al 600). Un’eccellente dimostrazione di una vitalità progettuale intensa e inesauribile: per la sola stagione 2000 verranno infatti presentate ben cinque novità, declinate tra i Rio 700, 550 e 1000, e rispettive declinazioni.

Il Rio 1100 cabin, grande successo del 1993

Il cantiere ha raggiunto qui la sua piena maturità industriale e cambia ancora una volta di direzione. Il nuovo millennio sarà infatti simbolo di un cambio di rotta netto e di un deliberato nuovo approccio al mercato, dettato dal nuovo slogan, “navigare alto”, simbolico del cambio di guida (ora alla seconda generazione). Rio abbandona la filosofia del cantiere “di volume” e torna a guardare alle origini, al glamour, facendosi così griffe della nautica italiana di fascia alta. Nasce così una nuova spinta, quella della modernità…

Espera 34, 2011

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