Ritorno in barca: che problemi potrebbero esserci a bordo e come risolverli

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Torna la bella stagione e, si spera, presto anche la possibilità di andare a bordo e navigare finalmente liberi. Ma come sappiamo bene la barca ha bisogno di cure e di attenzione. Ecco una lista di problemi ai quali potreste andare incontro e come risolverli.

RITORNO IN BARCA, 16 PROBLEMI & COME RISOLVERLI

Problema n° 1: L’acqua che esce dai rubinetti ha un cattivo odore.

Soluzione: Se l’acqua dolce ha cattivo odore, conviene pulire i serbatoi dal tappo di ispezione con un detergente specifico e uno spazzolone a manico corto. Altrimenti sarà sufficiente aggiungere un prodotto sterilizzante (quelli al cloro sono tassativamente vietati se disponete del dissalatore perché questo elemento danneggia filtri e membrane). Quindi aprite un rubinetto e fate circolare a lungo il composto nelle tubazioni, seguito da un abbondante risciacquo. Verificate lo stato e il serraggio delle fascette e controllate eventuali perdite dalle connessioni.


Problema n° 2: Aziono l’autoclave, apro i rubinetti di bordo, l’acqua non esce o esce in ritardo.

Soluzione: Dopo aver controllato lo stato dei filtri dei serbatoi dell’acqua dolce, e aver verificato che non ci siano ostruzioni nel circuito di distribuzione, non vi resta che controllare il presentato dell’autoclave (il presentato è un dispositivo che apre e chiude un contatto elettrico in presenza di una pressione definita in precedenza). A volte basterà spruzzare un po’ di spray anticorrosivo tipo CRC o Svitol sui contatti, ma se il problema persiste conviene sostituirlo. Un pressostato per autoclave costa dai 10 euro in su (verificate soltanto i psi della vostra autoclave per prenderne uno adatto).


Problema n° 3: Data la lunga assenza, avete timore che ci sia acqua in sentina.

Soluzione: Rimuovete i paglioli e assaggiate l’eventuale acqua che trovate per scoprire se è dolce o salata. Potrete così individuare con più facilità le eventuali infiltrazioni. Poi procedete alla pulizia. Sentine pulite si traducono in interni più asciutti, dato che il sale è igroscopico e quindi attira umidità, ma anche in minori rischi di intasare le pompe di sentina. La pulizia va eseguita utilizzando un secchio con acqua diluita con detersivo che non fa schiuma. Con l’occasione controllate i prigionieri del bulbo e l’ossatura di rinforzo, che non deve presentare crepe o scollamenti dalla scocca sottostante.


Problema n° 4: C’è acqua e sporco nel winch da tonneggio

Soluzione: Dotatevi di una bacinella con benzina o gasolio e procedete allo smontaggio della campana e degli ingranaggi. Pulite accuratamente i pezzi con un pennellino, poi rimontateli seguendo lo spaccato fornito dal produttore. Non fatevi prendere la mano dal grasso, che va applicato in piccolissime dosi (e mai su mollette e nottolini). Ricordate di stendere nella zona intorno al winch un panno in modo da non far rotolare in acqua qualche ingranaggio.


Problema n° 5: I candelieri e i metalli di bordo sono sporchi o hanno tracce di ruggine.

Soluzione: la prima soluzione è quella di utilizzare un prodotto specifico per la pulizia dei metalli (tipo Mafra, Iosso, etc), oppure potete crearvi da soli il vostro detergente. I “rimedi della nonna” funzionano dalla notte dei tempi. Per la pulizia delle parti in metallo e delle cromature, provate con aceto di mele e lucidate con olio per neonati. Per quanto riguarda l’alluminio utilizzate crema di tartaro disciolta in ¼ di acqua calda. Avete parti in ottone? Niente panico: basterà la salsa di Worcestershire, o una miscela di aceto, acqua e sale in parti uguali (asciugate dopo il trattamento). Potete anche spruzzare una miscela di succo di limone e sale. Aspettate qualche minuto e poi asciugate. Per eliminare la ruggine, mischiate sale e succo di limone in parti uguali e strofinate, poi fate un secondo passaggio con aceto e sale.


Problema n° 6: I legni a bordo sono sporchi.

Soluzione: I legni interni vanno dapprima puliti con panno umido, quindi trattati e nutriti con un prodotto specifico per mobili. Questo trattamento non va riservato ai paglioli, che invece andranno puliti con alcool per non renderli scivolosi qualora ci camminaste con i piedi bagnati. Eventuali sfregi o sfoliature causate dal sole possono essere ritoccati con coppale mordentata (fate attenzione a scegliere quella lucida o opaca, sulla base della vernice utilizzata dal cantiere) previa carteggiatura con carta vetrata da 120. Il lavaggio del teak va eseguito con acqua dolce e spazzolone a setole non troppo dure che va usato nel senso perpendicolare alla fibra, altrimenti si riga il legno. Se volete riportare il teak all’originario colore si può applicare un prodotto sbiancante. Dopodiché potrete stendere un olio specifico, tenendo presente che inizialmente il ponte sarà un po’ scivoloso.


Problema n° 7: La cuscineria “sa di marcio”.

Soluzione: Rimosse le foderine, da lavare in lavatrice con acqua tiepida (attenzione ai ritiri del tessuto), la gommapiuma va pulita con un aspirapolvere (preferibile al battipanni che può sbriciolare il materiale) e messa ad asciugare al sole. Se il materasso si è in precedenza bagnato di acqua salata – situazione comunissima in crociera, quando si scende sottocoperta dopo un bagno e non si presta attenzione – occorre sciacquarlo, altrimenti avrete sempre condensa a bordo. Spruzzate infine lubrificante non oleoso (tipo Sailkote e Teflub) sulle cerniere zip.


Problema n° 8: La pompa manuale del WC cigola e fa rumori strani.

Soluzione: Quando la pompa “cigola”, versate uno o due cucchiaini di olio e dopo qualche minuto date una decina di pompate. Questo dovrebbe essere sufficiente per risolvere il problema.


Problema n° 9: Il WC emana un cattivo odore.

Soluzione: Se il wc emana cattivo odore dovrete sostituire il tubo di scarico: dopo un po’ di tempo la gomma diventa porosa. Quindi, con la presa a mare di scarico aperta, versate un secchio con acqua dolce e candeggina al 50% nella tazza, e date un paio di pompate (o azionate il circuito se si tratta di wc elettrico) in modo da far penetrare il liquido nella pompa. Lasciatelo agire per circa mezz’ora e poi scaricate.


Problema n° 10: Temo che l’umidità a bordo abbia intaccato anche l’impianto elettrico.

Soluzione: Per prima cosa si verifica il funzionamento di tutte le utenze, dalle luci al salpancore, passando per gli strumenti. Poi non vi resta che aprire il quadro elettrico e spruzzare sulle connessioni uno spray antiossidante protettivo (come quello specifico sviluppatodella CRC). Infine si verifica lo stato di carica delle batterie con un densimetro, si puliscono i terminali dei cavi e li si ricopre di vaselina filante.


Problema n° 11: Ho commesso l’errore di lasciare i morsetti delle batterie attaccati prima del “lockdown”. Che fare?

Soluzione: In condizioni di inattività le impurità presenti fisiologicamente all’interno della batteria danno luogo a reazioni elettrochimiche che, nel tempo scaricano la batteria. Maggiore sarà la temperatura dell’ambiente, maggiore sarà la scarica. Non vi resta che staccare la batteria, pulire i morsetti di contatto e verificare che i cavi principali non siano ossidati. Controllate con l’ausilio di un tester voltaggio e temperatura (le batterie al litio hanno sensori integrati) e verificate che siano in linea con le specifiche del costruttore. Indicativamente una 12 V sana dovrebbe registrare 12,5 V e circa 14 V in fase di ricarica. Se siamo al di sotto di queste cifre, potrebbe essere il caso di sostituire la batteria. Va anche detto che le tradizionali batterie all’acido piombo consentivano un minimo di manutenzione e rigenerazione, invece le batterie sigillate di ultima generazione (AGM, Gel), una volta terminato il loro ciclo, vanno sostituite.


Problema n° 12: Il fuoribordo del tender non parte. E adesso?

Soluzione: Prima verificate che non manchi il carburante (e che non se ne sia “pompato” troppo ingolfando il carburatore), che olio, filtri, girante, cinghia dell’alternatore e liquido di raffreddamento siano a posto. Per i modelli più “anziani” a carburatore, potrebbe essere un problema di alimentazione: la miscela aria-benzina potrebbe essere troppo magra per favorire la messa in moto. Quindi in questo caso il problema è nell’aria non tirata. Specialmente nei fuoribordo di qualche anno fa, appena il motore dà segni di vita, l’aria va tolta per consentire al motore di girare con la corretta carburazione, pena un nuovo spegnimento. Se si tratta di fuoribordo ad avviamento elettrico, le batterie potrebbero essere scariche o parzialmente cariche. Un evidente segnale di questa anomalia lo si può notare dal fatto che il motorino di avviamento gira a una velocità inferiore, fa fatica a funzionare o, addirittura, non gira affatto; inoltre, nel momento in cui si attiva l’avviamento (per esempio girando la chiave), si ha un calo dell’intensità luminosa delle spie presenti sul quadro strumenti. A questo punto occorre provare a ricaricare (o fare ricaricare) le batterie. Se invece il guasto è dovuto alla vecchiaia delle batterie, per cui non manterrebbero comunque la carica, occorre sostituirle.


Problema n° 13: Il salpancora non lavora al meglio.

Soluzione: Smontate il barbotin e pulite bene la superficie di contatto con il corpo del salpancora. Non applicate grasso che riduce il grip della frizione e facilita il deposito di scorie. Pulite dall’ossido i contatti dei cavi sul teleruttore e spruzzate dello spray lubrificante. E’ importante anche dedicarvi alla catena dell’ancora: dopo aver scaricato la catena a terra, lavate bene l’interno del gavone. Una volta risciacquata la catena, applicate i nuovi segni delle lunghezze. Controllate infine che il sistema di aggancio con l’ancora sia in buono stato.

G.S.


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