Riva Caribe 42, questa classica è un flybridge elegante senza tempo

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Riva Caribe 42
Riva Caribe 42 – immagine per gentile concessione di Riccardo Annunziata

Benvenuti  all’interno della rubrica Classic Boat, la “custode” storica e culturale della testata, un luogo dedicato all’approfondimento delle figure, delle barche e degli sviluppi progettuali che hanno segnato l’evoluzione della nautica a motore. In questo articolo, per aiutarvi a navigare al meglio un panorama vastissimo quale quello del mondo classico, ci concentreremo su uno scafo specifico, uno dei figli dell’innovazione tecnica che così tanto ha saputo caratterizzale l’evoluzione cantieristica degli anni Ottanta: il Riva Caribe 42… Un piccolo tuffo nel secolo scorso per scoprire uno scafo d’eccezione.

Riva Caribe 42, storia di un flybridge senza tempo

Ci sono barche che raccontano un passaggio d’epoca più di qualsiasi comunicato stampa e, quasi sicuramente, il Riva Caribe 42 è una di queste. Prodotto in appena 24 esemplari tra il 1981 e il 1985, questo flybridge sportivo è una pietra miliare del cantiere, testimone di un (quasi)definitivo abbandono del mogano in favore della vetroresina e di una nuova concezione progettuale. Un passaggio che sa però prendere piede senza tradire quell’eleganza formale e quella qualità che ha reso il cantiere un nome leggendario; status che, del resto, ancora oggi non manca di evocare. Per raccontarvelo al meglio ne abbiamo parlato con Riccardo Annunziata, armatore di una di queste eterne perle della nautica nostrana…

Riva Caribe 42
Riva Caribe 42 – immagine per gentile concessione di Riccardo Annunziata

Riva Caribe 42: origini

Partiamo dagli albori. Con gli anni settanta Riva inizia una lenta transizione verso nuovi materiali, esplorando le soluzioni tecniche garantite dalla vetroresina e investigando come nobilitarne aspetto e resa al fine di non sacrificare l’eleganza dei propri scafi. Questi sogno gli anni delle sperimentazioni, un decennio in cui compaiono scafi quali il Riva 25 Bertram (1970), il Riva Rudy (1972) e la serie dei distinti Superamerica (1973 >). Affinate tecniche, nuovi linguaggi stilistici e malizie, il cantiere procede così nella nuova direzione e, con l’avvento del decennio successivo, si impone sul mercato con nuove serie.

Locandina d’epoca, Riva Rudy, 1973

È in questo specifico contesto che emerge il Riva Caribe 42, un modello che si innesta sui filoni introdotti dai precedenti Bravo e Superamerica, ma che porta oltre la nuova filosofia del cruiser sportivo. L’identità progettuale del nuovo arrivato è così chiara fin da subito, introducendo un nuovo registro linguistico sul fronte degli sport-cruiser con flybridge. Il Caribe guarda infatti alla vita all’aperto e alla performance come pochi prima, senza però negare niente all’abilità, qui interpretata secondo un layout a tratti open-space, privilegiando così al massimo la vivibilità dei volumi di bordo. Con il senno di poi potremmo quasi affrontarlo come un walk-around antesignano, ma a inizio anni Ottanta si rivela indubbiamente come una svolta poco comune per un mondo che piano si avvicinava a nuovi paradigmi.

Riva Caribe 42 – immagine per gentile concessione di Riccardo Annunziata

Riva Caribe 42: progetto

In termini progettuali il Caribe è uno scafo pensato per la velocità e per il comfort, ed è quindi disegnato secondo proporzioni pensate per garantire un buon compromesso tra abitabilità e prestazioni. Lo scafo misura tra i 12.10  i 12.80 metri fuori tutto in base al singolo modello e alle singole specifiche, con un baglio tipicamente contenuto sui 3.85 metri. In quanto a dislocamento, invece, la media tocca le 10 tonnellate, oscillando così tra i 0.6 e i 0.9 metri di immersione, in base al carico e alla motorizzazione.

Venendo proprio a quest’ultima, il cuore pulsante del Caribe è una coppia di motori Diesel Cummins da 320 cavalli, molti dei quali –come nel caso del Caribe di Annunziata– sopravvivono oggi, continuando a fare il loro lavoro in maniera impeccabile (con la debita manutenzione). In questa specifica configurazione, il Caribe 42 era (ed è) così in grado di ragiungere velocità di planata giàa a 12/14 nodi (1800 giri), trovando il suo regime di crociera sui 20 nodi (2300 giri). Sono invece i 33 nodi a indicare il picco di velocità massima, con il motore a regime di circa 2500 rpm. Un complesso che, abbinato ad una carena mirabilmente concepita “in navigazione si rivela un puro piacere, facendo dimenticare la ricerca della prestazione estrema a in favore del puro apprezzamento della navigazione stessa. Una filosofia progettuale che resiste e che fa vivere ogni viaggio come un momento da gustare”.

Riva Caribe 42 – immagine per gentile concessione di Riccardo Annunziata

Riva Caribe 42: vivere a bordo senza compromessi

Venendo al fronte vivibilità, anche in questo caso il Caribe è uno scafo che riesce a non deludere nonostante l’età, offrendo volumi abbondanti e layout ergonomicamente ben concepiti.
In quest’ottica, oltre al piacere della navigazione spesa sul flybridge, l’ampio pozzetto simmetrivo ospita doppe gavonature trasformabili in comodi prendisole, mentre una dinette con doppio divano e tavolo si sposa alla perfezione le appliance del piano cucina esterno, posto appena accanto alla consolle di comando. Conclude infile la coperta l’ampio prendisole prodiero, che offre una terza area open-air su uno scafo che già, in quaranta piedi, non fa mancarsi spazi.

la plancia di comando sul Riva Caribe 42 – immagine per gentile concessione di Riccardo Annunziata

Muovendo sottocoperta, invece, il layout open space regala volumi d’eccezione, con un salottino d’eccezione a centro barca e una cabina prodiera comunque capace di offrire adeguata privacy. Il bagno, ovviamente separato, offre poi tutto il necessario, così come lo spazio cucina, completando così uno scafo brillante e capace di ospitare comunque fino a 4 persone oltre la notte, e ben di più in qualsiasi condizione di uscita diurna.

Riva Caribe 42 – immagine per gentile concessione di Riccardo Annunziata

Riva Caribe 42: un cult lungi dallo sparire

Varato oltre quarant’anni fa, il Caribe 42 è oggi uno scafo che ancora sa rimanere oggetto di estrema affezione e interesse, una perla rara in un panorama complesso come quello della nautica classica. Prodotto in appena 24 esemplari è infatti una chicca pregiata e complessa da reperire, e il cui valore si misura ben oltre i numeri o i cavalli, radicandosi nella storia e nella tradizione che questo rappresenta e mantiene viva, testimone di un progetto d’eccezione che, da un periodo transitorio come quello da cui nacque, ha saputo dar vita ad un’icona ancor oggi in grado di far girare le teste in ogni porto e marina del caso.

Riva Caribe 42 – immagine per gentile concessione di Riccardo Annunziata

Si ringrazia Riccardo Annunziata per il tempo concessoci e per la gentile concessione del materiale fotografico relativo il Riva Caribe 42 Barbara II


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