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Può sembrare banale a dirsi, ma prima che la nautica diventasse un’industria destinata al leisure, e quindi al nostro piacere e al consumo, era, essenzialmente, un universo composto da oggetti destinati al lavoro, scafi concepiti su basi profondamente utilitarie dove forma, necessariamente, seguiva funzione. La transizione al diporto ha stravolto alcuni canoni, ma non tutti e non sempre. Facciamoci caso, gli scafi più sicuri e marini sono spesso i più grandi eredi della tradizione, scafi oggi confortevoli, esteticamente piacevoli e, perchè no, a volte anche di lusso, ma eredi di concetti sviluppati per uno scopo: essere barche da lavoro. Lobster, trawler, gozzi e via dicendo, scafi “semplici”, spartani, ma dalle innate qualità, poi recuperate nel diporto. Tra questi, un caso eclatante lo segna Sasga Yachts, con i suoi Menorquin, ispirati dalle barche da pesca di Mahón, gli llaüt, tipiche barche da lavoro delle Baleari. Barche che tutti abbiamo ben presenti, solide, marine, ineccepibili. E oggi parleremo proprio di una di queste, il Menorquin 120, un cult del 1999, una gran Classic Boat.
Menorquin 120 – 1999
Tutto nasce nel 1978 a Mahón, quando Juan Sastre, vedendo le tipiche imbarcazioni da pesca, immagina e decide di realizzarne una sua versione, adibita però alla crociera. Nascono i llaüts Menorquines, un’idea brillante destinata ad evolversi, a migliorarsi e a diventare il prodotto premium che conosciamo oggi. Nel 1997 nascono i “primi veri” Menorquin Yachts, scafi di dimensioni ben superiori allo standard, ma eccezionali. Una scommessa rischiosa ma che ben paga. La dimostrazione si ha nel 1999, quando è lanciato il Menorquin 120, un successo. Lungo 11,98 metri, è uno scafo profondamente classico, ma stravolto nel sensod’uso. È un piccolo cruiser dalle doti ineccepibili e dalle buone prestazioni, raggiungendo i 19 nodi.
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Classici scafi delle Isole Baleari
Menorquin 120 – Esterni
Nel 1999 i 12 metri scarsi del Menorquin 120 erano già diventati innanzitutto un pregio: uno scafo non troppo impegnativo, ma capace di offrire un’abitabilità rara. Le linee classiche, impostate su quelle del gozzo catalano, lo contraddistinguono subito: profilo morbido, dritto prodiero quasi-verticale, poppa morbida e pernaccia, elemento tradizionale immancabile. A poppa due piccole plancette facilitano l’accesso all’acqua, il pozzetto è grande e spazioso, la prua ampia, sgombra, ideale per passare il tempo e prendere il sole. La formula è vincente.
Menorquin 120
La struttura cabin, o pilot-house, se vogliamo, risulta arretrata, con una lungha tughetta finestrata che corre verso prua, soluzione che aumenta il cielo degli spazi interni, migliorandone la vivibilità. Un complesso che, forte di ampie vetrature, garantisce luminosità e visibilità agli ambienti, mantenendoli però riparati e sicuri. Una qualità importante su di uno scafo destinato alla crociera e capace di affrontare anche i mari più impegnati.
Sottocoperta la musica non cambia. Gli spazi sono ben pensati, offrono il giusto livello di comfort e razionalizzano i volumi. Quattro posti letto accolgono gli ospiti, con ulteriori 3 posti ricavabili al ponte principale, nel salotto destinato altrimenti al convivio.
Menorquin 120, Salone
I volumi sono accoglienti, gli ambienti caldi e confortevoli, caratterizzati da un ampio impiego del teak o dell’iroko, rievocando la sobrietà della vera tradizione marinara. Le due cabine sottocoperta, infine, completano il pacchetto, servite da un singolo bagno in comune, ma completo per soddisfare ogni necessità.
Menorquin 120 – Interni
Menorquin 120 – Performance
Il vero segreto della performance è da trovarsi nella tradizione. I volumi e le linee d’acqua dela carena dislocante rendono lo scafo stabile, aumentandone le qualità con un’importante caratteristica: la chiglia non è come ce la si immagina e, anzi, dal centro e verso poppa si estente verso il basso in una sorta di semi-chiglia lunga accennata, qualità che garantisce una navigazioni sicura e confortevole anche con mare formato. A tutto ciò si somma la motorizzazione, che concede velocità di crociera ottimali, tra i 13 e i 14 nodi, con punte massime vicine, invece, ai 19 nodi. Un range non indifferente che punta alla massimizzazion del comfort di bordo.
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2 commenti su “Barche anni ’90: Menorquin 120, un cult da crociera secondo tradizione (12 m)”
Già molto meglio dei ferri da stiro di oggi
…….MERAVIGLIOSO…!!!!!!!