Suzuki crea il fuoribordo che va ad alcol

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

 

Quale sarà il carburante del futuro? Tema più che mai attuale, che riguarda in particolar modo il settore automotive, ma sta facendo breccia ovunque si parli di motori, e la nautica non può essere da meno. Biocarburanti? Elettrico? Ibrido? In attesa di scoprire il vincitore, la ricerca prosegue e Suzuki, intanto, ci prova con l’etanolo.

Cos’è l’etanolo?

L’etanolo non è altro che alcol etilico. Ricavato dalla fermentazione di materie prime rinnovabili (cereali, scarti agricoli, rifiuti organici), può ridurre le emissioni di CO₂ lungo l’intero ciclo di vita, ed inoltre abbatte il particolato, con il plus di un numero di ottano elevato. La logistica è semplice, e in basse percentuali viene già usato nei diffusi E5/E10 automobilistici, ma in purezza richiede motori sviluppati appositamente.

Suzuki DF60A FFV Concept

Presentato al Japan Mobility Show 2025 di Tokyo, il DF60A FFV Concept è un fuoribordo a benzina-etanolo sviluppato come parte delle strategie “multi-pathway” che Suzuki sta portando avanti per il raggiungimento della neutralità delle emissioni di carbonio.

Come dice il nome stesso, al momento, si tratta solo di un concept. Il prototipo introduce un sistema di alimentazione Flexible Fuel Vehicle (FFV), capace di funzionare con carburanti che contengono diverse percentuali di etanolo – da E10 (10%) fino a E100 (100%) – rendendo l’unità compatibile con i biocarburanti di nuova generazione, sempre più diffusi nei mercati emergenti.

Cosa cambia rispetto ad un fuoribordo “normale”?

In un motore 4 tempi come il DF60A FFV Concept, l’alimentazione a etanolo richiede una gestione ottimizzata della miscela aria-carburante, un sistema di iniezione elettronica calibrato ad hoc e l’impiego di materiali resistenti alla maggiore igroscopicità dell’alcol, ovvero alla sua tendenza ad assorbire umidità dall’ambiente. Questo fenomeno, tipico dei carburanti alcolici, può alterare le proprietà chimiche del combustibile e compromettere nel tempo le parti metalliche o i componenti del circuito di alimentazione se non adeguatamente protetti. Suzuki ha sviluppato pertanto soluzioni specifiche, che assicurano affidabilità, sicurezza e prestazioni costanti, anche in ambienti marini caratterizzati da elevata umidità.

Potrebbe interessarti:

Il Suzuki “senza patente” che costa meno di tutti

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Entra nel Club del Giornale della Vela

Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

BARCHE USATE – Vendono due spettacolari motoscafi anni ’70

Per gli amanti dell’adrenalina e delle barche vintage, abbiamo scovato due “missili” degli anno ’70 nella nostra bacheca annunci. Se già siete in fibrillazione, allacciate le cinture e scoprite qui sotto di cosa stiamo parlando. E se siete amanti delle

1993. L’Arcipelago Toscano, un parco nel blu

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel

1993. A pesca di giganti: il tonno

Benvenuti nella sezione speciale “BAM 35 Anni”. Vi stiamo presentando gli articoli “cult” tratti dall’archivio di Barche a Motore, a partire dal 1990. Un viaggio nel tempo tra storie introvabili oggi, anche nel grande mare di internet! Un tuffo nel