Suzuki “regala” il brevetto del filtro per fuoribordo che ripulisce l’acqua dalle microplastiche

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La novità, ora, è che Suzuki Motor Corporation, la casa madre, ha annunciato la decisione di rendere disponibili a titolo gratuito le licenze dei 34 brevetti relativi al dispositivo ribattezzato “lavalacqua“. Di che si tratta? I motori fuoribordo per funzionare hanno bisogno di acqua per raffreddarsi. Acqua che viene presa direttamente dal mare. Per questo Suzuki ha deciso, qualche anno fa, di introdurre un sistema che permette di “filtrare” quell’acqua, che dovrebbe comunque passare attraverso il motore, per trattenere parte delle micro-plastiche contenute in essa. Una goccia nel mare, certo, ma che moltiplicata per molti motori, potenzialmente potrebbe aiutare. Estendere alle altre case motoristiche questa possibilità è bel gesto che dimostra l’attenzione di Suzuki all’ambiente.

Il sistema, noto tecnicamente come Suzuki Micro Plastic Collector, è una tecnologia progettata per la raccolta delle microplastiche durante la navigazione. La scelta di liberalizzare queste licenze, che includono anche le domande di brevetto attualmente in fase di registrazione, mira a favorire l’adozione di soluzioni ecologiche da parte di altri costruttori del comparto nautico, superando la barriera delle dinamiche di concorrenza commerciale per affrontare la criticità globale dell’inquinamento plastico negli oceani.

Il sistema #lavalacqua

Come funziona il “filtro” per le micro-plastiche

Il funzionamento del dispositivo si basa sull’integrazione con il circuito di raffreddamento del motore fuoribordo. Trattandosi di un sistema a ciclo aperto che aspira costantemente acqua di mare, i tecnici Suzuki hanno inserito un filtro lungo il condotto per intercettare i frammenti plastici liberi in acqua. Dal punto di vista ingegneristico, la soluzione è stata progettata per non interferire con le prestazioni termiche del motore: un canale di bypass parallelo garantisce infatti il corretto afflusso di acqua di raffreddamento anche nel caso in cui il filtro risulti saturo o ostruito, assicurando così la piena operatività dell’unità termica in ogni condizione.

Microplastiche raccolte dal filtro

L’efficacia di questa tecnologia ha suscitato l’interesse di diversi istituti di ricerca, che hanno iniziato a impiegare imbarcazioni motorizzate Suzuki per le attività di monitoraggio e campionamento dei bacini idrici. Attualmente, il dispositivo è fornito come equipaggiamento standard su una selezione di modelli di media potenza, tra cui il DF140BG, il DF115BG, il DF140B, il DF115B e il DF100C. Tale integrazione rappresenta uno dei pilastri del Suzuki Clean Ocean Project, il programma strategico del marchio giapponese volto alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività nautiche attraverso l’innovazione tecnica.

La transizione verso un modello royalty-free rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato nel novembre 2021 con il deposito del primo brevetto. Rendendo accessibile la proprietà intellettuale di questo sistema, Suzuki punta a scalare l’impatto della tecnologia su scala internazionale, promuovendo una standardizzazione di fatto che consenta a una flotta sempre più ampia di imbarcazioni di contribuire attivamente alla rimozione dei contaminanti plastici dalle acque durante il normale utilizzo diporto o professionale.

Federico Lanfranchi

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