Suzuki, così sono nati i mitici fuoribordo giapponesi

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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.

Nel 1985 arriva il DT85 che condivide lo stesso blocco motore del 115 e del 140. Sono i primi fuoribordo con il sistema di iniezione dell’olio ed erano un vero concentrato di tecnologia dell’epoca grazie anche al sistema Suzuki Pei. .(Pointless Electronic Ignition) e il raffreddamento ad acqua a controllo termostatico.

Suzuki, l’arte di inventare fuoribordo

Per i sessant’anni di Suzuki, vi raccontiamo tutti i motori marini più importanti del colosso giapponese, capaci di cambiare la nautica da diporto.

La si può definire, senza nessuna esitazione, un’ossessione. Ossessione per la tecnologia e il suo sviluppo. Modernità ed efficienza le parole d’ordine. Suzuki Marine, all’inizio una divisione del colosso giapponese fondato da Michio Suzuki nel 1909, nasce nel 1965 con il primo fuoribordo, il D55, e già da subito si capisce che il suo pallino era “inventare”. Si trattava infatti di un due tempi da 98 cc e 5.5 CV, sviluppato per ottimizzare la raccolta delle alghe nel lago Hamana (nella regione Shizuoka, a due ore circa di auto da Tokyo) che ai tempi avveniva ancora con imbarcazioni a remi. Le prime pietre miliari dell’epoca sono poi il DT5, un motore fuoribordo compatto da 5 cavalli e 2 cilindri, in un mercato fatto solo da “mono”, e il DT25, raffreddato ad acqua e disponibile con la versione con avviamento elettrico.

Dall’alto a sinistra in senso orario: 1965. Il primo fra tutti, il DF 55: 5,5 Cv da 98 cc di cubatura, sviluppato per sostituire la propulsione a remi sulle piccole barche per la raccolta delle alghe sul lago di Hamana; 1985. Il primo V6 di Suzuki è il DT200, il suo primo V6, aveva una cilindrata di 2.693 cc con sistema di iniezione dell’olio e l’accensione a controllo elettronico; 1990. I DT225/200/150 sono i primi fuoribordo Suzuki con l’iniezione elettronica del carburante e una centralina che controlla la combustione e altri parametri di funzionamento fondamentali; 1994. Arrivano i 4 tempi, i primi sono il 9.9 e il 15 CV seguiti dai DF 40 e 50, i primi fuoribordo DOHC a 12 valvole. Dopo sarà il turno del 60 e 70, dotati di iniezione sequenziale multipoint; 2017. Ecco il DF350. Si distingue per il suo motore V6 a 55°, il sistema di aspirazione con doppia elica controrotante e l’iniezione elettronica, offrendo un’eccellente efficienza e prestazioni elevate.

Negli anni ‘80 Suzuki è poi la prima ad introdurre nel mondo dei fuoribordo l’iniezione d’olio con i DT85, DT115 e DT140, propulsori dotati del sistema Suzuki Pei (Pointless Electronic Ignition), di raffreddamento ad acqua a controllo termosta-tico e di un albero motore monoblocco, caratteristica che nel texmpo garantisce un’eccellente durata. Il DT200, del 1985, è il suo primo V6, motore da 2.693 cc con sistema di iniezione dell’olio e di accensione a controllo elettronico. Nel 1987, nella sua versione Exanté, è il primo motore a ricevere il premio di “Prodotto più innovativo” dell’anno, dalla NMMA, l’associazione statunitense di categoria più importante che rappresenta produttori di imbarcazioni, motori marini e accessori.

1996, la coppia Hernan Regnicoli e Bernardo Gatti in gara in Argentina, a poppa il DT 225 con l’iniezione elettronica del carburante.

Nel 1990 con i DT225/200/150 viene introdotta l’iniezione elettronica del carburante e del Micro-Link Ignition, un computer che controlla la combustione e altri parametri fondamentali, mentre nel 1994 arrivano i primi 4 tempi, sono il DF9.9 e DF15, entrambi due cilindri da 302 cc di cubatura. Da lì in poi, nel giro di quattro anni i DF da 40, 50, 60 e 70 CV. In particolare, i DF40 e DF50, sono i primi fuoribordo 4 tempi con DOHC a 12 valvole. Il 60 e il 70 Cv invece si distinguono perché sono i primi fuoribordo a comando elettronico a 4 tempi con il sistema di iniezione elettronica sequenziale multi-point. Nel 1999 nasce Thai Suzuki e tutta la produzione di modelli piccoli fino a 30 cavalli di potenza viene trasferita in Thailandia. Nuovo millennio: Suzuki è la prima al mondo a lanciare un 250 CV a 4 tempi (nel 2003, che gli porta in eredità il quarto l’Innovation Award NMMA che gli viene consegnato al Miami International Boat Show) e poi l’iconico DF 300 presentato nel 2006: un 6 cilindri a V da 4.028 cc che ha segnato la storia dei fuoribordo. Due anni dopo arriva un’altra innovazione fondamentale per la storia e il successo di Suzuki, il sistema Lean Burn, una tecnologia che calcola l’esatta quantità di carburante da utilizzare in base alle condizioni di esercizio, consentendo al motore di funzionare in regime di combustione magra, ottimizzando così la miscela benzinaria. Le prime applicazioni sono sui DF70A, DF80A e DF90A.

Un motore potente con sacco di coppia per spingere alla massima velocità. È il DF250 Kuro, V6 4 litri da 250 cavalli pensato per barche veloci.

Negli anni più recenti arrivano poi sul 300 CV la Suzuki Selective Rotation dove il piede è in grado di ruotare in entrambi i sensi di rotazione a seconda delle esigenze dell’installazione, e il DF350A (lanciato nel 2017) con il rivoluzionario sistema di propulsione a doppie eliche controrotanti. Nel 2021 Suzuki introduce per prima la tecnologia Drive By Wire nella categoria 115 e 140 CV, entrambi dei quattro cilindri in linea da 2.045 cc. Nel 2023 viene lanciato il DF250 KURO un nuovo modello dai dettagli stilistici e tecnologici all’avanguardia.

Caratterizzata da un’inedita livrea distintiva Matte Black e da una nuova calandra progettata per contenere un diverso sistema di immissione e filtraggio dell’aria necessaria alla combustione, la gamma si è ampliata l’anno scorso con i Suzuki Stealth Line DF115B, DF140B, DF150A, DF200A, DF300AP e DF350AMD. Un capitolo a parte merita l’impegno che da sempre Suzuki ha dimostrato nei confronti della tutela dell’ambiente. Nel 2010 si impegna per la prima volta in un’attività di pulizia del territorio a livello mondiale, iniziando proprio dal Lago Sanaru, proprio lì dove è stato sviluppato il primo motore fuoribordo D55. Nel 2020 viene invece avviato il progetto Suzuki Clean Ocean Project, con molteplici attività di conservazione ambientale quali: “Campagna di Pulizia del Mondo”, “Riduzione dell’Imballaggio in Plastica” e “Raccolta di Micro-Plastiche Marine”. Due anni più tardi Suzuki introduce poi la tecnologia Suzuki Micro-Plastic Collector sui fuoribordo DF100C, DF115BG, DF115B, DF140BG, DF140B. Un filtro che permette di raccogliere le microplastiche nel mare durante la navigazione, attraverso il circuito di raffreddamento del motore. Una tecnologia che gli vale, al salone Internazionale di Genova, il premio Design Innovation Award.

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