Metti così il fuoribordo e naviga meglio. La guida definitiva – VIDEO

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Quante volte sentiamo parlare di trim, tilt, lift e bracket? Ma cosa significano davvero e come influenzano la nostra navigazione? In questo quinto episodio del video podcast Ti Spiego la Barca, in collaborazione con ‪Suzuki Marine Italia, Luca Sordelli e Stefano Monfroni spiegano come il posizionamento del fuoribordo influisce sul comportamento della barca quando navighiamo.
Guarda qui il video completo:

Dove lo metto il fuoribordo: la guida definitiva – VIDEO

Il motore fuoribordo sta, appunto, fuori dalla barca. E grazie tanto direte voi. Ma non essere saldamente vincolato alla barca, permette di muoverlo costantemente, indirizzando la spinta affinché si abbia sempre la massima manovrabilità o efficienza. Quindi, come si può muovere un fuoribordo?

Il movimento più semplice, ovviamente, è il brandeggio: ossia il movimento che fa perno sull’asse verticale del motore. Detto in parole povere, il dritta/sinistra che ci consente di accostare. Ma è fondamentale perché è il modo più semplice per capire come lavora la spinta. Se si vuole andare a dritta, si gira il volante a dritta, il motore – e quindi la spinta che genera – si orienta appunto verso dritta. Questo manda la poppa nella direzione opposta, e la prua, che poi è ciò che vogliamo controllare, a dritta, appunto.

brandeggio accostata

Datemi una leva e vi sposterò…la barca!

È come se il motore fosse una grande leva che sposta la poppa dalla parte opposta a dove vogliamo andare, in modo da mandarci la prua! Se questo vi sembra banale, la stessa cosa vale anche sul piano verticale, ossia dove operano trim e tilt.

Ma il fuoribordo non si muove soltanto su sé stesso, può muoversi anche rispetto allo specchio di poppa. Trattando le basi di questi argomenti, per il momento, ci siamo limitati al caso del mono motore. Quindi, ovviamente, va al centro. Ma a che altezza e che distanza dallo specchio di poppa? La risposta è: dipende!

Altezza e distanza del fuoribordo

Per quanto riguarda l’altezza, l’obbiettivo è avere l’elica nella posizione migliore per spingere la barca, senza che diventi inefficiente perché aspira aria o perché il piede poppiero è troppo immerso. Un risultato che nel 90% dei casi si ottiene con una combinazione di lunghezza del gambo e foratura sullo specchio. Ma c’è chi può volere il massimo sfruttando uno strumento che regoli questa posizione puntualmente, tramite una piastra idraulica: il powerlift.

bracket powerlift

E il bracket? Non è altro che – letteralmente – una staffa, o una struttura, in vetroresina (quando integrata nello scafo) o in metallo che distanzia il fuoribordo dallo specchio. E dato che abbiamo immaginato il motore come una leva, allontanandolo… aumenta anche il braccio, e quindi gli effetti che dà alla barca. Ma, soprattutto, consente di appoppare il baricentro, in caso di necessaria redistribuzione dei pesi. Vuoi saperne di più? Guarda qui tutto il video.

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