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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
Il Toy 36 è il modello che ha dato il via alla “Toy Story” e resta ancora oggi una vera icona.
Toy “Story”: l’eleganza senza tempo
Il viaggio unico di Toy Marine tra ispirazione americana, stile italiano e passione sartoriale. Così è nata la lobster all’italiana.
La storia di Toy Marine nasce da un incontro inatteso e da una profonda passione per il mare. Aldo Tomasina, uno dei due fondatori del cantiere, racconta: “Nasco velista, e, in quanto tale, guardavo solo le barche a vela, quelle a motore non le consideravo proprio. Poi mentre ero negli Stati Uniti, durante un viaggio di lavoro, ho scoperto le famose lobster boat americane e me ne sono innamorato. Ho pensato: questa è una barca a motore che mi piacerebbe avere.” Quel colpo di fulmine si trasforma presto in un progetto ambizioso. “Guardandole, ho capito che si poteva fare di meglio. Gli americani sono bravi assemblatori, ma nell’armonia delle forme e nel gusto noi italiani siamo imbattibili”, spiega Tomasina. Con l’amico Alessandro Novella, titolare di un cantiere a Savona, decisero di provare a fare le lobster boat “all’italiana”: fedeli alla tradizione ma con uno stile mediterraneo. Per dare forma a questa visione coinvolsero Nauta Design: “Li conoscevo per il loro lavoro sulle barche a vela”, ricorda Tomasina, “mi piaceva il loro stile, così insieme abbiamo creato le nostre barche.”
L’eleganza classica delle forme, eredità delle lobster boat americane reinterpretate con gusto italiano, si esprime anche nella dinamica: stabilità e controllo perfetti in mare formato, per barche che sanno unire prestazioni e raffinatezza senza compromessi.
Tradizione che si reinventa
L’intento era preservare i tratti originali delle lobster americane – bordo libero basso, grande pozzetto, tuga bassa e protetta – ma disegnare linee più armoniche e adatte al nostro mare. “Ad esempio, le lobster boat americane hanno una grande sedia da pilota davanti al cruscotto, molto funzionale, ma esteticamente non il massimo. Noi invece abbiamo puntato su una dinette con un disegno più armonico dove tutti gli elementi si integrano e prendisole più belli e vivibili, perfetti per il Mediterraneo.” Questa eleganza classica e senza tempo è la chiave del successo dei Toy Marine. Tomasina riflette: “Il nostro è un design che non invecchia. Molti inseguono la moda rischiando delle forzature. Noi siamo rimasti fedeli a quella pulizia delle linee tipica italiana”. Il risultato si vede: “Abbiamo fatto una cinquantina di Toy 36 e tengono molto bene il loro valore sul mercato dell’usato. Sono belle barche, costruite bene.” Dal primo scafo di 36 piedi, la gamma è cresciuta conservando i suoi tratti essenziali. “Abbiamo sempre dato importanza a pozzetti ampi e vivibili, bordo libero basso e un contatto diretto con il mare. Anche sulla barca più grande, ora il Toy 72, che sostituisce il Toy 68, la filosofia non è cambiata, ma con quattro piedi in più siamo riusciti a realizzare una cabina armatoriale a tutto baglio al centro della barca e abbiamo aggiunto un vero garage per il tender e il tender lift”, spiega Tomasina. Ogni modello ha il suo carattere: “Il 36 nasce come weekender, il 72 è una barca da crociera vera e propria, che ha bisogno di equipaggio, il 51 è il modello più polivalente, adatto tanto alle uscite in giornata quanto alle lunghe crociere.”Una rivoluzione è stata l’introduzione del Toy 39, versione fuoribordo del Toy 36, nata per il mercato americano. “All’inizio dubitavamo dell’estetica, ma il fuoribordo si integra perfettamente alla barca, grazie ad un piccolo raccordo a poppa.” I vantaggi? “Rispetto alla linea d’asse, spinge orizzontalmente, la barca è più efficiente e reattiva, soprattutto in mare mosso. E la manutenzione è più semplice perché il motore si può sbarcare facilmente e c’è maggior capacità di storage.” La tenuta di mare delle Toy è proverbiale, risultato di scelte progettuali precise: “Per una barca che tiene davvero il mare servono una carena a V profonda, bordo libero basso e una barca larga per la stabilità. In virata, la barca non spiattella, resta avvitata all’acqua. La tuga bassa riduce l’effetto vento e il risultato è un’imbarcazione che tiene bene il mare, solida anche con onde formate.” Non stupisce che Toy piaccia anche ai velisti: “Alcuni dei nostri armatori possiedono barche a vela importanti ed il Toy 36 fa da tender.”
Doppia postazione di comando e versatilità estrema: il Toy 36 Fly combina il flybridge con postazione di comando centrale e seduta larga per una vista panoramica ottimale.
L’atelier del mare
Toy Marine è, prima di tutto, un vero atelier del mare. Ogni Toy è un “piccolo capolavoro semicustom. “Siamo come un laboratorio artigianale dove ogni armatore viene seguito passo, passo nella scelta di materiali e dettagli. Il bello è vedere i nostri clienti divertirsi a scegliere un colore particolare dello scafo, a immaginare una disposizione diversa dei cuscini o a progettare insieme a noi una soluzione speciale”, racconta Tomasina. “Il bello è proprio veder nascere un oggetto che davvero somiglia al suo armatore.” Capita spesso che i desideri diventino progetti unici: “Per esempio, un nostro armatore appassionato di immersioni ci ha richiesto di creare a bordo una zona diving su misura, separata dalla zona notte, dove potersi cambiare e preparare comodamente prima di andare sott’acqua.” Una curiosità: “A volte ci chiedono meno cabine, così da avere più spazio conviviale di giorno e una barca più privata e vivibile per le serate a bordo. Il contrario di molte barche commerciali, che invece puntano ad accogliere più ospiti possibile.” Questa filosofia “su misura” prosegue anche dopo la consegna: spesso i Toy tornano in cantiere per il refit, aggiornamenti e migliorie nate dall’esperienza concreta dell’armatore. “Ci piace questa collaborazione: riceviamo suggerimenti da chi le vive, e talvolta una soluzione studiata per un armatore viene poi introdotta sui modelli successivi. è uno scambio continuo, che tiene viva la barca e la relazione con i nostri clienti.”
Il Toy 36 in navigazione visto di poppa.
Un rapporto speciale
Toy si distingue anche per alcune scelte “controcorrente”: “Abbiamo cambiato approccio, lasciando i grandi Saloni Nautici per ricevere chi è interessato direttamente in cantiere. Così possiamo mostrare da vicino qualità, dettagli e offrire una vera prova in mare.” Il passaparola è diventato il migliore biglietto da visita: “L’armatore soddisfatto è il nostro testimonial più prezioso. ”Che tipo di armatori sceglie Toy Marine? “Parliamo di armatori competenti ed esigenti, spesso persone già abituate al mare. Uno di loro è passato da Explorer di 60 metri al nostro 51 piedi (15 m, ndr). È diventato il suo ‘giocattolo’ preferito.” Guardando al futuro, Toy Marine punta all’internazionalizzazione: “Finora abbiamo avuto un forte legame con il Mediterraneo, ma ora stiamo facendo investimenti e abbiamo partnership negli USA, a Santo Domingo e in Australia. Diversificare il mercato riduce i rischi e fa crescere l’azienda.” E sullo sviluppo della gamma: “Tra 36 e 51 piedi, così come tra 51 e 72, c’è spazio per nuovi modelli intermedi. ”Il DNA artigianale del cantiere resta il pilastro di tutto: “Siamo sempre stati molto prudenti, non abbiamo mai fatto produzioni a stock. Ogni barca è venduta, ogni investimento è mirato. Crescere è importante ma solo passo dopo passo. Vogliamo rimanere un cantiere piccolo, attento a seguire ogni barca e ogni armatore personalmente.” Anche nei momenti difficili – come la crisi del 2008 – questa solidità e visione a lungo termine hanno permesso al cantiere di rimanere in piedi e continuare a innovare senza rinunciare alla propria indipendenza.
In alto, il Toy 39, primo e innovativo modello con i fuoribordo; Sotto, il Toy 51, con il grande pozzetto pensato per vivere il mare all’aperto: può essere allestito con diverse combinazioni di prendisole e divanetti.
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