Addio a Valentino, l’eleganza del suo yacht fa ancora scuola

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Con la scomparsa di Valentino Garavani, avvenuta il 19 gennaio 2026 all’età di 93 anni, il mondo della moda e del design piange non solo un couturier leggendario, ma anche un esteta che ha saputo trasferire la propria visione di eleganza sul mare. Il suo yacht, il T.M. Blue One, rimane un pezzo unico e inimitabile, specchio fedele delle sue creazioni. Sebbene la sua lunghezza di 49 metri non lo collochi tra i giganti della nautica moderna, l’imbarcazione resta una delle più ammirate del Mediterraneo, distinguendosi per uno stile senza tempo che contrasta nettamente con l’estetica spesso eccessiva dei megayacht contemporanei.

Commissionato nel 1988 agli storici Cantieri Picchiotti di Viareggio, il T.M. Blue One (il cui nome è un affettuoso tributo ai genitori dello stilista, Teresa e Mauro) è frutto della collaborazione tra due firme del design internazionale: l’architetto navale Gerhard Gilgenast per gli esterni e l’eccentrico Peter Marino per gli interni. Originariamente lungo 41 metri, lo yacht è stato portato agli attuali 49 nel 2014 grazie a un intervento di refitting eseguito dal cantiere Lusben di Viareggio, un lavoro che ha saputo aggiornare i volumi senza alterare l’armonia dell’insieme.

Sotto il profilo tecnico, l’imbarcazione è spinta da due motori Caterpillar da 1.250 CV, che permettono una navigazione a 14 nodi. Questa scelta riflette appieno la filosofia di Valentino, il quale si oppose sempre all’aumento della potenza motoristica per preservare il piacere di una crociera lenta e discreta, vissuta nella più totale privacy in compagnia di pochi intimi e dei suoi amati cani carlini. Esteticamente, lo yacht si presenta come un capolavoro di equilibrio cromatico, con la livrea blu navy solcata da una sottile linea azzurra e sovrastrutture bianche (“Like a yachtsman blue blazer with white shirt”), mentre il fumaiolo reca con orgoglio la celebre “V” cerchiata della Maison.

Nonostante la sua notorietà, gli interni del T.M. Blue One sono rimasti protetti da un rigoroso riserbo, non essendo mai state pubblicate immagini ufficiali del layout interno. Le cronache descrivono ambienti in stile “Dolce Vita”, curatissimi e accoglienti, capaci di ospitare fino a dieci passeggeri seguiti da un equipaggio di nove persone. Il varo dell’imbarcazione, che ebbe come madrina d’eccezione Sophia Loren, musa e amica dello stilista, rimane l’unico momento di esplicito glamour in una storia nautica fatta di eleganza silenziosa e fedeltà ai luoghi del cuore, come l’Argentario: l’ultimo rilevamento AIS vede la T.M Blue One ormeggiata nell’amata Viareggio.

Federico Lanfranchi

 

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