Venezia, offshore si schianta mentre tenta un record: tra le vittime c’è Fabio Buzzi

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Buzzi venezia

Buzzi venezia

Un terribile incidente è avvenuto questa sera a Venezia, durante un tentativo di record sulla rotta Venezia-Montecarlo. Tra le vittime, secondo quanto riporta l’Ansa, c’è il pilota motonautico, Fabio Buzzi, detentore di numerosi primati e tra i più affermati designer di barche ad alte prestazioni. Muore a 76 anni insieme ad un altro pilota e amico, Luca Nicolini, come lui originario di Lecco, e un esperto meccanico della Fpt, azienda che si occupa di motori per applicazione marine. A bordo della barca un altro pilota d’esperienza, Mario Invernizzi, che ferito è stato trasportato in ospedale.

La dinamica

Secondo le prime informazioni riferite dai vigili del fuoco, lo scafo offshore sarebbe finito contro la diga di San Nicoletto, in località Lunata. L’incidente, con il buio fitto, sarebbe avvenuto davanti sulla ‘lunata’, una diga artificiale fatta di grossi massi calati sul fondale costruita a protezione delle opere del Mose, a sud della diga di San Nicolò del Lido.

La potente imbarcazione, lunga una ventina di metri e con motori che consentono di raggiungere velocità massime di 70 nodi (circa 130 km/h), era partita da Montecarlo ieri mattina, verso le 11, e stava tentando di battere il record della traversata. Quando si è schiantata era ormai nei pressi del traguardo, al Lido.

 

3 Comments

  1. carmelo fontana ha detto:

    Un pensiero per i piloti ed il grande campione!

  2. Gabriele ha detto:

    Riposa in pace campione e amico grazie ancora di averti conosciuto nel 2005 alla Pavia raid Venezia e con i tuoi piloti che ti erano vicino ciao Fabio 🏁🙌⭐️

  3. Riccardo Contratto ha detto:

    Il mio primo pensiero va alle famiglie di questi tre marinai, scomparsi in uno dei tanti tragici modi per cui si muore in mare. Il mio secondo pensiero, però, riguarda l’assurdità della cosa: è vero, è stato uno dei tanti azzardi, sportivi, finiti male; rimango sempre dell’idea, tuttavia, che i motori, in mare, dovrebbero essere severamente disciplinati, limitati, circoscritti, sia per motivi ecologici, sia per motivi di sicurezza, propria e, soprattutto, altrui.

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