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“Benvenuti nello Speciale Best Stories 2026. Vi stiamo raccontando le storie delle aziende italiane e internazionali protagoniste a livello mondiale della nautica. Oggi andiamo alla scoperta di quella di Veratron, azienda specializzata nella produzione di strumentazione di bordo”.
La plancia di questo Riva dimostra come la longevità della strumentazione sia un punto chiave per Veratron.
Con Veratron la tua barca non ha più segreti
Dalle valli del Canton San Gallo, in Svizzera, ai mari di ogni parte del mondo passando per le hyper-car come De Tomaso. La strumentazione di bordo Veratron è l’agente segreto che cattura i dati grezzi come la pressione dell’olio e i flussi di carburante e li traduce in grafiche pulite, immediate e comprensibili.
C’è una strana e perfetta simmetria tra l’immensità del mare e l’isolamento delle montagne: entrambi non perdonano l’approssimazione. Chi si avventura per sentieri o chi naviga lo sa bene: quando le condizioni meteo si fanno impegnative, la sicurezza si riduce a un silenzioso patto di fiducia tra l’uomo e i suoi strumenti. È in questa ricerca dell’assoluto che si svela il legame profondo tra la nautica e il territorio svizzero. Un filo rosso, sottile, che ha il suo rocchetto a Rüthi, Canton San Gallo. Qui il rigore, proprio della millenaria tradizione svizzera, non è una scelta aziendale, è una forma di rispetto verso la forza degli elementi. È da questa attitudine che prende vita la tecnologia di Veratron: gli ingegneri non progettano semplici display o sensori, creano i nodi di fiducia fra l’arte della navigazione e il comandante.
Ma l’eccellenza hardware sarebbe fine a sé stessa se non fosse supportata dal digitale. Spesso siamo di fronte a imbarcazioni che sono un mosaico di epoche tecnologiche diverse ne dell’olio, fluttuazioni dell’alternatore, temperature d’esercizio, flussi di carburante – e li traduce in grafiche pulite, immediate e digeribili. È la massima espressione della filosofia elvetica: rendere semplice e lineare ciò che sotto la superficie è incredibilmente complesso. Veratron ha risolto questo cortocircuito comunicativo diventando il re dei traduttori di bordo attraverso lo standard NMEA 2000. I display Master e la gamma di gateway compatti LinkUp agiscono come veri e propri ponti digitali. Un sensore di pressione del carburante o dell’olio è cablato direttamente a questi moduli intelligenti, i quali convertono istantaneamente il segnale elettrico analogico in stringhe di dati digitali ad altissima velocità. Questa architettura plug-and-play permette a tutte le periferiche di bordo di dialogare su un unico cavo dorsale. Fra i modelli di punta il Veratron OL43, piccolo schermo da 4.3 pollici che racchiude una rivoluzione geometrica e tecnologica. L’attacco posteriore è infatti retrocompatibile con lo scasso dei vecchi strumenti analogici circolari, permettendo un aggiornamento immediato della plancia senza alcuna modifica strutturale Nonostante le dimensioni compatte, l’OL43 integra già al suo interno il convertitore di segnale: si collega direttamente alla rete NMEA 2000 o ai motori analogici tradizionali (gestendone fino a quattro contemporaneamente) senza bisogno di moduli esterni. Con un sistema ultra-reattivo che risponde agli input in pochissimi millisecondi e un vetro antiriflesso a prova di luce diretta, questo display accentra in un unico punto la diagnostica, le temperature, l’angolo del timone e lo stato di batterie e serbatoi.
In alto a sinistra: quando non c’erano i cartografici e tutta la tecnologia che c’è oggi, si usavano gli indicatori analogici, bussole e carte nautiche. In basso a sinistra: Veratron nasce da una costola di VDO, fondata nel 1972 a Rüthi, in Svizzera. E’ soltanto nel 1989 che inizia l’avventura nella nautica. A destra, uno schermo Veratron, per i fuoribordo Selva, con tutti i dati dei motori.
Verso il futuro. l’efficienza energetica
Guardare al futuro, per chi progetta nel cuore verde della Svizzera, non significa semplicemente inseguire l’ultimo trend. Significa, prima di tutto, assumersi una responsabilità nei confronti dell’ambiente, anche a livello di politica aziendale. Del resto è tutto il comparto a spingere verso soluzioni a “impatto Zero” come motorizzazioni ibride, propulsioni completamente elettriche e una gestione infinitamente più oculata delle risorse energetiche di bordo. È qui che Veratron risponde alle sfide del domani con una gamma di strumenti intelligenti e compatti come il VMH Flex e il VMH 35, capaci di dialogare direttamente con l’IBS (Intelligent Battery Sensor). Questa tecnologia permette al comandante di monitorare in tempo reale lo stato di salute effettivo, la capacità residua e la temperatura dei vari flussi della barca. Sapere con esattezza quanta energia stiamo consumando e quanta ne abbiamo ancora a disposizione non offre solo serenità in rada, ma permette di pianificare la rotta riducendo gli sprechi. Il cerchio, così, si chiude perfettamente. Quella severa attitudine al rigore e al controllo nata tra il silenzio delle vette alpine si mette al servizio dell’elemento più imprevedibile che esista: il mare aperto. La leggendaria precisione svizzera si trasforma nel guardiano più silenzioso e affidabile della nostra navigazione, incarnato proprio da display e sensori. Perché, in fin dei conti, il rispetto assoluto per la forza della natura è vivo attraverso la perfezione millimetrica della tecnologia umana.
Dall’automotive alla nautica: il caso simbolo De Tomaso
Se da sempre esiste quel filo che lega la produzione automobilistica a quella nautica, per Veratron è ancora più vero. Perché tutto il know-how acquisito in decenni di produzione di accessori per l’automotive è stato poi declinato nel mondo marino. Caso studio è proprio la partnership fra l’azienda del Gruppo Rupaal e De Tomaso: il celebre marchio automobilistico l’ha scelto per curare l’intero ciclo di sviluppo – dal concetto iniziale alla produzione – della strumentazione di bordo delle sue hypercar. La sfida? Integrare display digitali ad alta risoluzione e sensori avanzati all’interno di un’estetica analogica tradizionale, preservando i tratti distintivi del brand. “Il nostro obiettivo era creare un cruscotto che non solo offrisse prestazioni di altissimo livello, ma che incarnasse anche il lusso e l’eleganza di De Tomaso”, ha dichiarato Alessandro Rizzo, vicepresidente delle vendite per Veratron. È nato così un pannello-strumenti unico nel suo genere: la perfetta sintesi dove la tecnologia d’avanguardia si mette al servizio del puro sogno automobilistico.
La strumentazione Veratron sviluppata per le hypercar De Tomaso. La tecnologia all’avanguardia delle auto De Tomaso ha incontrato l’abilità manufatturiera per strumentazioni eleganti e di lusso. Il VMH Flex e il VMH 35, capaci di dialogare con l’IBS per monitorare in tempo reale lo stato di salute, la capacità residua e la temperatura dei vari flussi della barca.
Sulle plance di tutto il mondo
Per comprendere il peso tecnologico di Veratron bisogna fare un salto indietro nel tempo, precisamente al 1972, quando a Rüthi, nel Canton San Gallo, viene fondata la VDO Technik AG. Inizialmente nata per produrre i complessi quadri strumenti delle auto svedesi e i tachimetri per le moto austriache, l’azienda intuisce presto che quel livello di precisione microscopica, tarato per resistere alle vibrazioni dell’asfalto, è perfetto anche per un altro elemento: il mare. Nel 1989 avviene l’integrazione ufficiale del business Marine. Da quel momento, per quasi trent’anni, lo stabilimento svizzero diventa il cuore pensante della strumentazione nautica mondiale sotto l’egida di Continental. La svolta arriva nel 2018: il management rileva l’intera divisione Marine. Nasce così il marchio Veratron. Il nome cambia, ma il DNA – fatto di ingegneri con oltre quarant’anni di esperienza, brevetti e macchinari – resta lo stesso, garantendo quella continuità che i grandi cantieri e i diportisti pretendono.
I display Master e i gateway compatti LinkUp sono come ponti digitali che convertono il segnale analogico in dati digitali per una lettura dati veloce, accurata e semplice.
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